Chi sono

Roberto Cassa il Blogger di SenzaConfini sta scrivendo di se stesso parlando in terza persona, questo già la dice lunga sulla sua personalità. SenzaConfini nasce dopo un infortunio che lo spinge a lasciare l’atletica per gli sport estremi. Nel contempo si ricorda che il suo più grande sogno è sempre stato quello di diventare un avventuriero. L’idea geniale è quella di fondere le due cose ed aggiungere la passione per la scrittura e la fotografia. Fu così che senza alcuna esperienza partì per un viaggio in bici in Islanda. Tornato incredibilmente vivo, è consapevole di aver trovato quello che cercava da tutta una vita, usurare il suo fisico in terra straniera percorrendo centinaia di km.

No, aspettate, volevo dire viaggiare in maniera avventurosa, così dopo 14 mesi riparte per il Giappone. Dopo 2800 km in 25 giorni tra le tante montagne nipponiche e attacchi di vari animali tra cui cervi, cinghiali ed un macaco che lo costringerà a visitare un ospedale, finalmente comprende cosa cerca da queste avventure, animali che lo aggrediscono per rubargli le caramelle. No, cavolo no, dovevo pagare un autore per questa biografia, la scoperta, si cerca la semplice scoperta. L’esplorazione e scoprire una nuova cultura, un nuovo paese, nuovi paesaggi, cose nuove in pratica, lo affascina al punto da partire per l’Irlanda con un monopattino e percorrere 1700km in 17 giorni.
È il primo a fare una cosa del genere, ma quello che lo colpisce è come le auto non l’abbiano investito sulla superstrada, ed anche che sognare l’impossibile è un po’ più possibile di quello che pensava.

Una mattina mentre si riprendeva dalle fatiche irlandesi allenandosi a contare i secondi trova una mail della Giant! ”Ciao Roberto sappiamo che ti piace fare 100km in bici al giorno senza nessuna apparente ragione, perché non vieni a farlo da noi a Taiwan, p.s. il cibo è gratis”. Così ancora dolorante partì per Taiwan, le offerte dell’azienda di bici più importante al mondo non si rifiutano, ma in realtà lo fece per motivi più nobili: mangiare a volontà a spese della Giant! Dopo 925km in 9 giorni anche quest’avventura si concluse e Roberto fu premiato nel municipio di Taipei dal ministro dei trasporti. Il ministro una ”avvenente” donna mentre gli consegnava il premio gli sospirò all’orecchio ”you are so good (tradotto tu sei molto buono)”. Roberto sudó freddo ”mi vuole mangiare o è un complimento” ma quando il ministro replicò con un ammicco non ci furono più dubbi e lasciò in tutta fretta Taiwan per evitare un incidente diplomatico o per non finire nel piatto del giorno, non lo sapremo mai. Rientrato alla base per il timore di essere stato seguito da agenti segreti Taiwanesi fu costretto a partire ancora, ma stavolta nel luogo più lontano e remoto che conosceva la Zelandia. Tuttavia venuto a sapere che l’antico continente Zelandia non esisteva più da miliardi di anni si accontentò della versione più recente la Nuova Zelanda. Una volta raggiunta la terra degli All Blacks, per confondersi tra loro chiese aiuto all’ Adidas, 8bar e Osprey per avere vestiti, bici e zaino rigorosamente neri. Fu così che ancora una volta si ritrovò a percorre centinaia di km tra spettacolari paesaggi, imponenti montagne, laghi incantati, draghi sputafuoco, pecore volanti e….e forse sto esagerando, scusate ma il racconto mi ha preso. In questa rocambolesca avventura nella terra di mezzo, Roberto affrontò un gran numero di difficoltà: attraversò le infauste terre di Mordor, rotolò giù dalle idilliache colline della Contea Hobbit ed infine portò l’anello a Wellington….o forse era la bici, maledizione devo smettere di bere sidro di mele, inizio a scrivere cavolate, maledetti Hobbit sapevo che i loro vizi mi avrebbero contagiato. Pausa caffè. Giunto a Wellington, dopo un viaggio in bici di circa 2300km con otre 19.000 metri di dislivello, Roberto comprese che era il momento di tornare a casa. Ma…..(pausa per creare pathos)…..nel viaggio di ritorno la compagnia aerea fece cadere una delle borse. Il problema era che la borsa conteneva un oggetto troppo importante che doveva essere per forza recuperato, così una volta che la compagnia fornì l’esatta posizione in cui è caduta la borsa, una nuova inaspettata avventura stava per iniziare, in uno dei luoghi più ostici del mondo: l’Everest!


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