Perché l’Islanda

Perché partire per l’Islanda? Perché farlo in bici?

Una delle cose più difficili è spiegare il perché di una passione, cerchi le parole adatte, ma sembrano sempre troppo banali.
Non parto per l’Islanda per tenermi in vita o per un desiderio di fuga.

Mi piacciono i viaggi, lo sport e la natura, ma soprattutto coniugarli insieme. Certo coniugare tutto ciò in Islanda non è facile, e per questo percorrere l’Islanda in bici è in primis una sfida con se stessi. Porsi un limite e superarlo.
La bellezza dei viaggi è proprio questa, sono un modo per scoprire cose nuove e allo stesso tempo scoprire qualcosa in più su se stessi.

Ho scelto l’Islanda perché è un territorio unico, primordiale, uno dei pochi territori incontaminati, fuori dagli schemi.

Ho scelto la bici perché credo che sia il metodo migliore per viaggiare. Solo la bici ti permette di vivere il viaggio in prima persona, a contatto con ciò che ti circonda, la bici finisce per diventare un prolungamento del tuo corpo.

Di seguito una lista dell’attrezzatura, abbigliamento e bicicletta che ho portato con me in Islanda:

Abbigliamento

Per lo strato superiore, la scelta è caduta sulla giacca alpinismo Simond, impermeabile, con cerniere a chiusure stagne e con un’ottima traspirabilità. E’ stato l’indumento anti-ipotermia, mi ha tenuto asciutto anche stando per 4 ore consecutive sotto la pioggia. Non mi aspettavo una tale tenuta, di fatto non ho mai dovuto utilizzare il poncho impermeabile di riserva. Molto utili anche le grandi tasche frontali, anche qui il contenuto è rimasto asciutto. Altra nota positiva, il colore azzurro acceso che ci ha reso visibile alle auto anche in condizioni di nebbia.

Pensavo che la peggiore avversità che avrei incontrato in Islanda sarebbe stata la pioggia, in realtà il vento si è rivelato molto più potente del previsto. Per fortuna come indumento antivento ho optato per il Softshell alpinismo Simond, unica difesa contro il vento islandese. Si è rivelato essere l’indumento più importante, mi ha garantito protezione dal vento, libertà di movimento, isolamento termico e traspirabilità. Con grande sorpresa ha funzionato cosi bene, tenendomi abbastanza caldo, da non dover usare mai il pile nonostante la fredda temperatura; sotto al softshell avevo solo una t-shirt traspirante, molto comoda da vestire.

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Per la parte inferiore ho selezionato un fondello con un trattamento antibatterico e totale assenza di cuciture. In generale si sono rivelati davvero molto comodi, anche dopo 9 ore di pedalata. Sopra il fondello ho indossato un pantalone impermeabile: oltre alla ottima impermeabilità, gambe e fondello sono rimasti asciutti, ha anche una ottima resistenza agli strappi.

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Uno dei prodotti che più mi ha sorpreso sono le scarpe arpenaz, basse e impermeabili, abbinate con calze btwin. Oltre a resistere egregiamente alla pioggia, sono state cosi comode anche per pedalare.

Attrezzatura Campeggio

In Islanda il campeggio è stato meno ostico di quello che immaginavo, non ho avuto problemi con vento e pioggia, nonostante la scelta di una tenda molto economica come

la 2 second della Quechua. Sono soddisfatto della scelta per la facilità di montaggio e perché anche in caso di emergenza si può usare senza picchetti. Inoltre è molto spaziosa nonostante sia omologata per una persona. Di contro trovavo sfavorevoli le dimensioni da chiusa e il peso : un diametro di 61 cm per 2,7 kg; ma sono riuscito a sfruttare le sue misure per utilizzarla sul portapacchi come piano per lo zaino. Altro problema legato alle dimensioni è stato il trasporto in aereo, ho risolto legandola allo zaino con dei tiranti. Dopo averla utilizzata in Islanda per 2 settimane sono contento della scelta, nonostante la sua forma non aerodinamica, ha resistito benissimo a vento e pioggia. Dopo aver percorso 120km la facilità di montaggio è stata una benedizione, così come la facilità di smontaggio ogni mattina. In un paio di sere ho avvertito un pò di freddo, ma questo dipende molto anche dalla scelta del sacco a pelo, nel mio caso sacco a pelo S5° light del peso di 1,1 kg. Graduato comfort fino a 5°, regge benissimo fino a 0°, forse sarebbe stato meglio optare per un sacco più caldo, ma ho preferito questo per le dimensioni ridotte. Per stare più comodo ho anche utilizzato un cuscino gonfiabile ultralight del peso di 80 g e un Materasso Gonfiabile Forclaz Air. Il materasso pesa 550 g e sgonfiato occupa pochissimo spazio solo 10 x 19 cm. Considerando tutti gli elementi ho dormito molto bene e il letto non mi è mai mancato.

Bicicletta

rockrier-540

Per percorrere l’Islanda ho optato per una mountain bike front.
Nel mio caso la Rockrider 540 della Btwin fornitami da Decathlon L’Aquila.
Sono stato io stesso a sceglierla, volevo una bici affidabile, resistente, di cui potermi fidare. La scelta della mountain bike ha sicuramente rallentato la velocità e ha reso ancor più dura la pedalata, ma non vi erano alternative dovendo percorrere terreni tra i più duri e unica soluzione per attraversare il deserto roccioso indenne. Ho scelto proprio la 540 per vari motivi: è una bici concepita per l’escursionismo sportivo, ha un telaio in alluminio che porta il peso complessivo della bici a 13.3 Kg, è dotata di freni a disco idraulici, ha un cambio affidabilissimo anteriormente Shimano ALTUS e posteriormente l’ottimo SRAM X7, ma soprattutto cerchioni Rockrider sport, doppia parete con raggi Mach1 inox 2 mm e copertoni di serie Kenda Nevegal, una garanzia.
In Islanda ha superato tutte le mie aspettative, spulciando una pecca : la catena è saltata, ma a causa del forte vento che l’ha sollevata (solo in Islanda si vedono cose del genere). per il resto con mia grande sorpresa ha sempre girato fluidamente per tutta la durata del viaggio, anche quando è stata contaminata dalla sabbia del deserto.
La bici ha poi retto molto bene il peso del bagaglio, complessivamente 30 kg, restando stabile nella pedalata.
In Islanda le cadute e gli urti erano all’ordine del giorno, principalmente causate dal vento, ma ha retto benissimo.
A dir poco eccezionale la resistenza di copertoni e cerchi, solitamente quando si affronta un terreno roccioso o impervio si sgonfiano le camere d’aria per attutire gli urti, io al contrario non l’ho fatto, per non rallentare ulteriormente, sentendomi molto sicuro sull’affidabilità del copertone, che di fatto ha retto benissimo anche alla F35 (kjolur), strada a dir poco impervia; per rendere l’idea più volte ho visto camere d’aria abbandonate lungo il percorso.
La 540 si è comportata molto bene anche con la pioggia, la resistenza dei materiali della bici ha garantito la sua stabilità nonostante l’incessare della pioggia.
Sono soddisfatto della scelta e come è prassi dopo un lungo viaggio, in onore alla sua affidabilità e per festeggiare l’arrivo nella capitale del nord, le ho dato il nome di Akureyri, a testimonianza della sua resistenza al clima islandese.

Accessori extra montati

Sulla bici ho montato una serie di accessori imprescindibili per un cicloviaggio, nello specifico: portapacchi, sella comfort, cavalletto e borse laterali.
Ho optato per un Portapacchi posteriore classico del peso di 1,33 kg, che nonostante preveda un peso massimo di 25 kg, ha retto benissimo il peso extra. Montare una sella più confortevole è stato un obbligo, ho scelto la Sella FLX Gel Flow del peso di 435 g, ideale per un uso sportivo confortevole. La sella si è rivelata molto comoda e per tutto il viaggio non si è deteriorata, rivelando una ottima resistenza alla pioggia. Ha avuto vita dura il cavalletto, nello specifico il Cavalletto doppio VLS, regge fino ad un peso di 500 kg, con i bagagli ed un vento fortissimo ha faticato non poco, ma è stato utilissimo nella fase di carico/scarico della bici. Imprescindibili le borse bici da 15 litri, parola d’ordine impermeabilità. Si sono rivelate molto spaziose e, in circa 9 giorni di pioggia, il contenuto non si è mai bagnato.

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