Il treppiede da viaggio compatto Befree Manfrotto è piccolo e leggero. La recensione potrebbe già finire qui, perché c’è poco da dire, questo è un treppiede perfetto per il viaggio, non mi resta che mostrarvi il motivo.

Per tutti i viaggiatori lo spazio è importante, spesso ci troviamo a dover passare delle ore per ottimizzare lo zaino ed un attrezzo come un treppiede può essere un ingombro non da poco. Il Manfrotto Befree risolve il problema grazie alla possibilità di ripiegare su se stesso riducendo lo spazio occupato al minimo, misurando solo 40cm da chiuso. L’adattatore per piastra è progettato appositamente con tacche profonde in modo che le gambe si pieghino dritte, riducendo al minimo l’ingombro. Altra caratteristica che lo rende valido per il trasporto è il peso, solo 1.100g (versione in carbonio), considerando che si tratta di un treppiede con un estensione massima di 142 cm, è davvero leggero.

Ogni suo componente è studiato per garantire qualità e compattezza, nello specifico:

Testa

La testa a sfera è molto leggera e pratica nell’utilizzo, la maggior parte dei componenti sono in plastica per ridurre il peso. C’è una sola manopola di plastica che controlla sia la rotazione laterale che l’allentamento e blocco della palla. La leggerezza ha un prezzo ed il peso massimo che può sopportare e 4kg, ha retto benissimo la mia Sony A7r e non mi ha mai dato problemi.

Gambe

Le gambe sono veramente sottili, ma nonostante questo danno l’impressione di essere molto resistenti e stabili.
L’angolazione delle gambe utilizza un sistema di bloccaggio unico nel suo genere, una chiusura rotante con tre possibili posizioni: chiuso, angolo classico e un opzione con angolo più ampio. E’ un sistema facile da usare e stabile, l’angolo più ampio può essere molto utile soprattutto con un terreno accidentato.
Sistema
Quando si estendono le gambe al massimo, le serrature utilizzano uno stile tradizionale di leva Manfrotto ed è possibile stringere la vite per regolare la tensione.

Conclusioni

Inizialmente ho deciso di affidarmi al Manfrotto Befree perché mi serviva un treppiede leggero per il trekking dell’Everest e i miei viaggi in bici o monopattino, ma si è rivelato talmente affidabile e comodo che ormai lo uso in ogni occasione. Non è solo un treppiedi leggero ma ha anche un’ottima qualità, se stai cercando un bel treppiede per il viaggio, ma anche solo per uscite giornaliere, una volta provato il Befree non tornerai più indietro!

Specifiche

info

Manfrotto Befree Carbon è acquistabile sul sito ufficiale della Manfrotto o su Amazon.

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  • Testato in Nepal e trekking Everest

Durante le mie avventure porto sempre con me un gran numero di fotocamere e obiettivi, soprattutto in vista del trekking dell’Everest avevo la necessità di trovare uno zaino che garantisse comfort e protezione alla mia attrezzatura fotografica, così ho deciso di affidarmi agli specialisti del settore, Manfrotto! L’azienda di Bassano del Grappa è un marchio di accessori sinonimo di qualità nel mondo fotografico, rinomato soprattutto per treppiedi e zaini, in particolare mi ha colpito lo zaino professionale Bumblebee-230 PL.

Il Bumblebee-230 PL è pensato e creato per i fotografi, la mia esigenza era proprio di trovare uno zaino che mi garantisse durante il trekking facilità di movimento e protezione interna in previsione dei tanti scossoni, cosi ho deciso di portarmelo in Nepal ed è stata una vera sorpresa!
Questo è uno zaino sicuramente particolare, non ha le forme tipiche da trekking, per questo temevo che fosse particolarmente scomodo da portare, invece fin da subito mi sono dovuto ricredere. Grazie al cuscino ben aderente si ha sensazione di non averlo, soprattutto se si chiude la cintura ed il laccio del petto il peso è perfettamente distribuito e lo zaino si muove in sintonia con il corpo, senza ”ballare”, la perfetta aderenza al corpo garantisce una gran libertà di movimento e un ridotto consumo di energia. Altra soluzione che ho trovato estremamente vantaggiosa è la presa d’aria a rete, durante l’attività fisica o un trekking diminuire la sudorazione è importante e nonostante il caldo ”l’AirSupport” ha garantito un’ottima traspirazione. Può sembrare banale ma è un dettaglio importantissimo che mi ha davvero sorpreso del Bumblebee-230 PL ed ha risolto una problematica che negli zaini da trekking è un requisito fondamentale, trovare una presa d’aria in uno zaino studiato per la fotografia mi ha piacevolmente sorpreso.
Mnfrotto 1
Altra caratteristica che lo rende perfetto non solo per un’uscita fotografica ma anche per un lungo viaggio o trekking è la facilità di arrivare all’attrezzatura. Infatti oltre al corpo centrale, vi sono due pratiche tasche laterali, di cui una studiata per posizionare il treppiede esternamente in modo da averlo sempre pronto all’azione e la seconda perfetta per contenere un obiettivo o nel mio caso una borraccia, la possibilità di poter tenere esternamente oggetti di uso frequente ha semplificato il viaggio, risparmiando sprechi di energia nel togliere e mettere lo zaino per prendere attrezzatura nel corpo centrale.

Grazie alla sua compattezza ho potuto trasportarlo senza problemi in aereo come bagaglio a mano, lato negativo è il peso, perché vuoto pesa 2650g. Il peso maggiore è dovuto alle protezioni extra per garantire la massima protezione dell’attrezzatura, di fatto all’interno dello zaino camere e obiettivi restano stabili ed eventuali scossoni sono perfettamente assorbiti dai cuscinetti e la rigidità delle pareti. Ovviamente le protezioni riducono la capienza che resta comunque ottima con la possibilità di contenere fino 11 obiettivi e un corpo macchina. Se non si dispone come nel mio caso di tutti questi obiettivi lo spazio può essere efficacemente utilizzato per contenere altri effetti personali, infatti le protezioni all’interno dello zaino possono essere regolate in modo da adattarsi all’attrezzatura da contenere. Nel mio caso ho messo all’interno 8 batterie, 2 Power Bank da 20000Mah, 3 fotocamere, 2 obiettivi, un microfono, un treppiede Manfrotto Befree, un gorillapod, una giacca impermeabile, due filtri e caricabatterie vari. Insomma se lo spazio è distribuito efficacemente la capienza è più che sufficiente! In una delle tasche esterne ho invece posizionato la pratica copertura anti-pioggia per proteggere lo zaino, che nonostante sia fatto di materiali molto resistenti non è impermeabile.
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Durante il viaggio il Bumblebee-230 PL non mi ha mai dato fastidio, neanche dopo un trekking di 8 ore con temperature calde raramente ho sentito l’esigenza di far riposare la schiena. In quattro anni di viaggi ho avuto modo di provare diversi zaini e dopo tanti tentativi credo di aver trovato lo zaino perfetto per le mie esigenze, cercavo uno zaino che garantisse sicurezza alla mia attrezzatura fotografica e comfort nei miei viaggi avventurosi, si è rivelato anche più comodo di molti zaini da trekking. Lo consiglio sicuramente a tutti quei fotografi amatori e professionisti che cercano uno zaino per la loro attrezzatura che si sappia adattare alle esigenze di un viaggio o trekking.

Bumblebee-230 PL è acquistabile sul sito ufficiale della Manfrotto o su Amazon.

  • Testata in Nepal 

La Sony Rx100m5 è la risposta a chi cerca qualità e compattezza in una fotocamera. Uno dei problemi maggiori legati alla fotografia di viaggio è lo spazio, viaggiare leggeri è importante. Partire troppo pesanti è uno degli errori più comuni, sembra banale, ma sopratutto in un viaggio zaino in spalla essere più leggeri possibile è fondamentale al fine di godersi la destinazione. Le reflex anche se ci portiamo solo un obiettivo restano macchine pesanti, ecco perché durante il viaggio in Nepal ho deciso di provare la Rx100M5. La super compatta di casa Sony misura solo:

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ed un peso di 299g, si ha la sensazione di non averla e le dimensioni tascabili permettono di averla sempre a portata di mano. E’ una fotocamera perfetta per il viaggio non solo per le dimensioni light ma anche per la qualità dell’obiettivo, l’ottimo ZEISS Vario-Sonnar T* con lunghezza focale equivalente a 24 – 70 mm e apertura F1.8 – 2.8. Questo lente è perfetta nella fotografia da strada, paesaggi e ritratti, insomma il pacchetto completo per la fotografia da viaggio. Altra caratteristica che la rende perfetta per l’avventura è la velocità, la Rx100M5 è velocissima, fin ora non avevo mai provato una fotocamera così rapida nella messa a fuoco sia in video che in foto, permettendo di non perdere neanche un momento. La messa a fuoco è letteralmente istantanea grazie ad un sistema di AutoFocus che utilizza 315 punti capaci di coprire il 65% del sensore. Basta pensare che per agganciare un soggetto sono necessari solo 0,05 secondi. Altro punto a favore, soprattutto per chi durante un viaggio tiene un video diario dell’esperienza, è la possibilità di ribaltare il display LCD da 3″ con risoluzione pari a 1,22 milioni di pixel. Questo piccolo concentrato d tecnologia ha poco da invidiare a reflex e mirrorless e riesce nonostante le dimensioni ridotte a mantenere una qualità d’immagine altissima, grazie ad un sensore CMOS Exmor RS da 1″ con risoluzione pari a 20,1 megapixel e DRAM integrata. Qualità che resta alta anche in video con la possibilità di registrare filmati anche in 4k. Grazie al Wi-Fi e la pratica app per smartphone (PlayMemories Mobile) trasferire foto durante il viaggio è facilissimo.
Nell’utilizzare la camera durante il viaggio in Nepal mi sono trovato benissimo, la semplicità nello scatto e la compattezza con la possibilità di tenerla in tasca la rendono ideale per un viaggio leggero e senza stress. E’ per molti ed anche per me la migliore camera per la realizzazioni di video diari (vlog) non solo per lo schermo ribaltabile ma per la qualità delle riprese, l’audio, la velocità dell’autofocus e la stabilità del video. E’ consigliata per chi vuole catturare ricordi stupendi senza rinunciare alla leggerezza, le sue caratteristiche la rendono perfetta per chi durante i viaggi vuole restare leggero senza rinunciare ad una fotografia di qualità.

Foto Rx100M5

Villaggio Nepalese, foto scattata con Rx100M5

La Rx100M5 è disponibile ad un prezzo tra 1000-900 (Amazon), alternative più economiche sono le versioni precedenti, la Rx100M4 a 800-700 (Amazon) e la Rx100M3 a 600-500 (Amazon).

Un vecchio sogno mi ha spinto verso una nuova avventura in solitaria!

Da bambino avevo un insana passione nello scalare qualsiasi cosa, a partire dagli alberi in giardino, fino a quando guardando in Tv un certo Indiana Jones ho scoperto che c’era nel mondo qualcosa di molto più alto dell’albero di noce….l’Everest.
Da quel momento vedere quella montagna così alta è diventata il mio sogno, soprattutto da quando ho iniziato a viaggiare ogni anno programmavo di andarci eppure alla fine rinunciavo. Per paradosso è l’unica avventura che mi fa davvero paura, non per la pericolosità, ma perché temo di realizzare il sogno che per tanto tempo ho conservato, ho paura di separarmene.
Dopo la Nuova Zelanda per la prima volta non avevo programmi per future destinazioni, avevo l’impressione di aver perso la voglia di viaggiare, ogni paese che pensavo di visitare non mi convinceva. Dopo un mese ho realizzato che ormai la voglia di realizzare quel sogno così vecchio, il primo di cui ho memoria, era diventata troppo forte, cosi ho deciso.

Ad Ottobre mi affiderò a bussola e mappa per raggiungere l’Everest e partire per una grande avventura!

Nepal

Da quando viaggio questo è il progetto a cui tengo maggiormente, per questo anche il racconto di questa avventura sarà differente dalle precedenti.

Grazie ad una partnership con Explore Himalaya, Sony e Manfrotto  avrò due collaboratori che mi aiuteranno nella scoperta del territorio, riprese e realizzazione di un video-racconto dell’avventura.

Con il supporto di Explore Himalaya la migliore agenzia in Nepal per l’organizzazione di Trekking tra le montagne dell’Himalaya, ho definito un itinerario provvisorio di quelle che saranno le mie prime due settimane in Nepal:

Giorno 01: Arrivo a Kathmandu
Giorno 02: Visita di Kathmandu (Bouddhanath, Pashupatinath e Patan)
Giorno 03: Trasferimento all’aeroporto e volo per Lukla. Trekking a Phakding [2656m]
Giorno 04: Trekking a Namche [3450m]
Giorno 05: Giorno di riposo a Namche
Giorno 06: Trekking per Devoche [3820m]
Giorno 07: Trekking per Pheriche [4252m]
Giorno 08: Giorno di riposo a Pheriche [4252m]
Giorno 09: Trekking a Lobuche [4930m]
Giorno 10: Trekking per Everest Campo Base tramite Gorekshep [5184m]
Giorno 11: Trekking per Kalapatthar [5357m] e viaggio di ritorno a Pheriche [4252m]
Giorno 12: Trekking per Namche [3450m]
Giorno 13: Trekking per Lukla [2800m]
Giorno 14: Volo di ritorno a Kathmandu
Giorno 15: Da questo giorno partirà un avventura del tutto differente

Resterò in Nepal un mese questo significa che il viaggio non si concluderà con il trekking dell’Everest. A questo punto avrò realizzato il mio sogno, non posso prevedere come mi sentirò ecco perché non ho intenzione di fare programmi ma lasciare nell’incertezza i miei ultimi 15 giorni in Nepal.

Potrò affittare un auto o una moto ed esplorare il paese o prendere una bici e lanciarmi in un’avventura a pedali di circa 1500km, una cosa è certa l’avventura continuerà!

Se siete interessati a partire per il Nepal potete trovare molte informazioni e diversi trekking sul sito di Explore Himalaya

L’Irlanda è bellissima e visitata principalmente per la bellezza del suo territorio, in questo articolo vi mostrerò alcuni luoghi poco conosciuti e poco frequentati dai turisti.

3. Le colline di Annascaul
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Queste spettacolari colline che si vanno a perdere nel mare si trovano nella penisola di Dingle. Questa particolare penisola è ricca di luoghi spettacolari ed è facile che l’occhio si abitui e si perda questo meraviglioso punto panoramico, a complicare le cose la sua posizione, infatti si trova sulla N86 lungo il tratto tra Lispole ed Annascaul, per essere ancora più precisi ecco le coordinate per google maps: 52.143005, -10.102887

2. Rosses Point
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Dei tre luoghi elencati questo è il più conosciuto, eppure sono in molti che non ne conoscono l’esistenza, si tratta di un paesino della Contea di Sligo che gode di viste incredibili. Se la pioggia irlandese vi concede una pausa da qui è possibile ammirare oltre che la vista sull’Oceano Atlantico anche il Benbulben, altura che domina la contea di Sligo, teatro di tanti episodi letterari ed intriso di miti.
Ma soprattutto se siete in cerca di uno dei tramonti più belli d’Irlanda questo è il luogo, dovete solo mettervi comodi lungo la spiaggia ed aspettare che le ultime luci del sole facciano la loro magia:
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Al primo posto di questa breve classifica c’è il mio luogo preferito d’Irlanda in assoluto, quasi nessuno lo conoscerà ed io stesso l’ho scoperto per puro caso.

1. Bushfoot Beach
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Questa spiaggia lascia senza parole, quando pubblicai la foto l’ho definita ”l’Irlanda in una foto” perché è una perfetta sintesi delle emozioni racchiuse in un’avventura in Irlanda, in qualche modo è come ti immagini che l’Irlanda sia. La spiaggia si trova a Portballintrae ed a soli 1,3 km dal Giant Causeway visitor centre che è uno dei luoghi più visitati d’Irlanda, che prendendosi tutte le attenzioni forse è il motivo per cui Bushfoot Beach passa inosservata. Altro motivo è che non è raggiungibile in auto, ma solo a piedi o in bici, infatti è accessibile attraverso una ciclabile che segue una vecchia ferrovia (foto di copertina) ed è cosi che l’ho scoperta. Ovviamente ero con il mio fedele monopattino e seguendo le indicazioni di Google maps in modalità bicicletta mi sono letteralmente perso in strade private, prima di finire nella ciclabile. Da qui ho iniziato a seguire i binari fino a quando non mi sono voltato a destra e nonostante i miei occhi erano ancora carichi delle bellezze della Giant Causeway sono rimasto attonito. Non mi aspettavo di vedere una tale bellezza, fu qualcosa di inaspettato al di fuori dell’itinerario, un piacevole imprevisto, le condizioni climatiche erano perfette e con una luce del genere non ci pensai due volte e scattai la foto e fu come aver catturato l’essenza d’Irlanda.

Durante la scrittura di questo articolo nessun Hobbit è stato maltrattato o mangiato, il seguente testo vuole essere una rappresentazione reale e caloricamente irresponsabile di cosa gli abitanti della terra di mezzo si nutrono oltre ad i famosi ed ipercalorici Lembas.

L’alimentazione Neozelandese è fortemente influenzata dalla cucina Inglese non solo perché ex colonia dell’impero britannico ma anche per caratteristiche simili, climatiche e geologiche. I fish and chips sono ovunque anche se nonostante la grande varietà di pesce e molluschi i neozelandesi preferiscono piatti a base di carne, non i Maori che invece prediligono pesce e frutti di mare.

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Colazione

Cosi come in Inghilterra la colazione è molto importante ed abbondante. Il ”kiwi breakfast” (cosi è chiamata la colazione tipica) prevede uova, pancetta, salsicce pomodori cotti, funghi, hash brown (tortino di patate) e fagioli cotti. La si può trovare in qualsiasi café dell’isola ed è il pasto migliore per iniziare una giornata di avventure in Nuova Zelanda.

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Pranzo

Il pranzo potremmo definirlo il pasto più leggero della giornata, dato che la cena è il pasto principale. È abbastanza comune mangiare panini o le più diffuse torte calde (foto). Le torte sono uno dei pasti preferiti dai Neozelandesi e le potete trovare ovunque, si tratta di tortine ripiene di tutto: torta con funghi, con pancetta, pollo, pollo e burro, carne e funghi, insomma ci mettono dentro di tutto. A giudizio personale sono buone ed un pasto veloce per non rubare troppo tempo alla giornata, ma è meglio non concentrarsi troppo a guardare il ripieno che all’occhio appare gelatinoso e non è il massimo.

Kiwi Burger

Cena e Burger

La cena è il pasto principale della giornata e viene mangiato intorno alle 18.00, eh già in Nuova Zelanda si cena e si va a letto presto. Nelle città minori dopo le 18 c’è il coprifuoco, tutti a casa a mangiare ed alle 22 a letto. E’ principalmente a base di carne e verdure cotte, specialmente patate. I Neozelandesi adorano i burger, due gli hamburger tipici, il Kiwi burger contenente Pomodoro, lattuga, uova, formaggio e fin qui tutto normale, poi barbabietole, zucchine, ananas e in alcune varianti avocado. Altro buger tipico è quello di cervo, il motivo è che i teneri bambi sono odiati dalla popolazione in quanto specie invasiva e in assenza di predatori naturali proliferano come i gatti del mio vicino. Ci sono stati anche periodi in cui il governo dava premi in denaro per incentivare la caccia dei cervi.

Fast food, si l’America è arrivata anche in uno degli angoli più estremi del mondo. Potete trovarli tutti: Kfc, Mcdonald, Burger King, Subway e minori. Ovviamente non mancano varianti Neozelandesi al menù, di solito consistenti in una fetta di ananas aggiunta ad un burger classico.

Pavlova

Dolci

Ora torniamo seri perché va affrontato il tema dessert. Il dolce tipico e più diffuso è (rullo di tamburi) la Pavlova (foto). Questo concentrato d zuccheri si dice abbia visto la panna, ehm la luce in un hotel di Wellington nel 1926. Il nome è una dedica alla ballerina russa Anna Pavlova, nonostante il nome non lo si può definire aggraziato come la ballerina, anzi è parecchio appariscente con una base di meringa morbida dentro e croccante fuori, una copertura di panna e frutta (soprattutto Kiwi e fragole).

Menzione speciale per una bibita ottima e che si può trovare solo in Nuova Zelanda: la Lemon and Paeroa. Il motivo della non diffusione mondiale è che l’ingrediente principale oltre il limone è l’acqua minerale della piccola cittadina di Paeroa. La bibita è la più bevuta della Nuova Zelanda, il motivo è che è buonissima. Piccola curiosità è la frase utilizzata per la campagna pubblicitaria ”World famous in New Zealand” la più famosa del mondo in Nuova Zelanda, giusto ad indicare che nel paese natale è famosissima ma all’estero…ci siamo capiti. Nota dolente, l’impero del male, che al giorno d’oggi chiamiamo Coca-cola si è comprato anche questa bibita, probabilmente hanno il complesso di avere ogni singola bibita del pianeta o forse è soltanto per il monopolio del mercato delle bibite.

Lemon & Paeroa

In conclusione per il cibo la Nuova Zelanda sembrerebbe un Inghilterra con più Ananas.

Scopri Wellington

Wellington è il crocevia tra la North Island e la South Island, il luogo ideale per iniziare o concludere un viaggio in Nuova Zelanda. Ma la città è molto più di una tappa obbligata, è la capitale costituzionale, culturale e del divertimento, è il centro del Paese.
Pur essendo la seconda città più popolosa non appare come una giungla di cemento ma in perfetta armonia con la natura. Il nucleo urbano è circondato dalla foresta e si sviluppa su un susseguirsi di verdeggianti colline che vanno a terminare nel golfo, dove al porto si alternano spiagge dorate. Insomma, del resto siamo pur sempre in Nuova Zelanda dove la natura ha la meglio e Te Whanga-nui-a-Tara (nome Maori di Wellington) non fa eccezione. E’ cosi dominata dalla natura da essere soprannominata la città del vento, per via dei forti venti che arrivano dalla selvaggia South Island.
Il luogo ideale per ammirare la bellezza della città è dalla sommità di una delle tante colline, raggiungibile con la Funicolare storica e simbolo di Wellington.
Wellington
La ”Cable Car” vi permette di raggiungere la sommità della collina, dove potrete godervi il panorama della città alle diverse ore del giorno e non solo. Infatti sulla cima è presente un Museo dedicato alla funicolare, i giardini botanici ed una delle maggiori attrattive di Wellington: Zealandia. Come si evince dal nome primordiale (Zealandia è il continente sommerso da cui si è formata la Nuova Zelanda) si tratta di una riserva naturalistica in cui vivono liberi oltre 30 specie di uccelli. Nella riserva anche una mostra dedicata alla storia naturale del Paese e circa 30km di percorsi escursionistici per osservare al meglio la vita selvaggia che abita il parco.
Dopo aver esplorato i tanti punti d’interesse siti sulla collina, il modo migliore per tornare alla città è attraverso la funicolare ma non prima di aver aspettato il tramonto. Da qui la vista sulla città che prende vita con le tante luci che lentamente si accendono ad illuminare la notte è a dir poco spettacolare!
Wellington 2
Con la notte la città cambia radicalmente, soprattutto il venerdì ed il sabato le sue strade vengono sommerse fino a tarda notte. I luoghi in cui divertirsi sono tanti, ma la strada del divertimento a Wellington è una sola, Cuba Street. Il nome è tutto un programma, la strada è ricca di locali notturni, pub, club e soprattutto ben nascosto ai lati della strada un mercato notturno dove provare un pò di street food locale. Se si ha una sola notte da passare in città questo è il luogo dove andare.
La capitale Neozelandese ha tanto da offrire anche dal punto di vista culturale, ci sono tanti luoghi dove entrare a contatto con la cultura e le usanze del Paese, ma il sito assolutamente imperdibile è uno: il Te Papa Museum.
Il museo è uno delle ragioni per visitare la città ed ha la fama di essere uno dei più innovativi ed interattivi al mondo. Vi farà piacere sapere che l’ingresso è gratuito e c’è davvero tanto da vedere. Si sviluppa su 4 piani e con terrazza panoramica all’ultimo livello, ci sono un gran numero di mostre dedicate alla cultura Maori, l’origine del paese, il periodo coloniale, animali preistorici e tanto altro. Il tutto concepito per rendere partecipe il visitatore con percorsi interattivi, giochi e simulatori. Particolarmente interessante la mostra sulla prima guerra mondiale, si anche la Nuova Zelanda era in guerra essendo al tempo colonia inglese. Il percorso è un racconto della disastrosa e fallimentare campagna di Gallipoli (la penisola Turca), anche qui il museo prende vita con musiche, voci narranti e diverse postazioni interattive che riescono a rendere viva la storia e renderla interessante anche a chi non ama frequentare i musei.

Statua di Cera

Una delle statue di cera esposte al museo

Wellington è una tappa imperdibile anche per fan del signore degli anelli, del resto stiamo pur sempre parlando della capitale non solo della terra di mezzo ma anche cinematografica. Non solo perché qui è nato il gladiatore (Russel Crowe) ma in quanto è presente la Hollywood Neozelandese con diversi studios visitabili tra cui non può mancare quello del Signore degli anelli: la Weta Cave.
La capitale della Nuova Zelanda è una tappa imprescindibile, una città moderna e che preserva il carattere selvaggio del paese, il luogo ideale in cui iniziare o concludere un avventura nella terra di mezzo.

  • Testata in Nuova Zelanda

Per percorrere la Nuova Zelanda ho optato per  una bici davvero speciale perché creata appositamente per l’avventura: Circa tre mesi fa ho scoperto la 8bar bikes una piccola impresa che propone di creare da te la tua bicicletta. Ho conosciuto Stefan il proprietario ed ho scoperto di avere la passione in comune per le avventure in bici. Così dopo tre mesi mi ha finalmente inviato una bici progettata appositamente per il viaggio: 8bar Mitte, la bicicletta che hanno realizzato, questa bici non è figlia di una grande azienda ma della nostra passione. La bici per me non è soltanto uno sport, ma è un mezzo per scoprire un paese da una prospettiva differente. Non è troppo lento, né troppo veloce, ti dà la possibilità di intravedere i dettagli, di fermarti a parlare, di conoscere ed esplorare in completa libertà. Ecco perché questa bici è così speciale, perché costruita da persone per persone, è costruita per l’avventura e durante il viaggio in Nuova Zelanda si è rivelata perfetta per il compito!

8bar Mitte -

Ho percorso 2300km con un dislivello di 19576 metri, ho pedalato sotto la pioggia, su strade sterrate, con venti impetuosi e la bici non mi ha mai tradito affidabile e resistente. In tanti viaggi ho avuto modo di provare un gran numero di bici e non ho problemi e dire che la 8bar Mitte è la miglior bici da viaggio.  La pedalata è fluida, la posizione in sella studiata nei minimi dettagli permette di non stancarti né durante una lunga giornata in sella né dopo una lunga avventura. Difatti è la prima volta che durante un viaggio non ho avuto nessun dolore muscolare o di posizione.
La Mitte è una bici che non va in difficoltà facilmente, ho affrontato diverse strade sterrate in Nuova Zelanda senza subire rallentamenti e forature.  E’ una bici concepita per lunghe avventure, ha un telaio in alluminio che porta il peso complessivo della bici a 10.5 Kg, è dotata di freni a disco idraulici ed ha un gruppo di trasmissione di livello professionale l’ottimo Shimano TIAGRA.
E’ disponibile in due modelli, io ho utilizzato la versione più economica, qui trovate tutte le specifiche e prezzi:

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In Nuova Zelanda ha superato tutte le mie aspettative, ha retto molto bene il peso del bagaglio, complessivamente 25 kg, restando stabile nella pedalata.
A dir poco eccezionale la resistenza di copertoni e cerchi, la 8bar Mitte è un ibrido tra una bici da corsa ed una Mtb, nonostante cerchi da strada per tutta la durata dell’avventura non ci sono stati danni.
La bici si è comportata molto bene anche con la pioggia, la resistenza e qualità dei materiali ha garantito la sua stabilità nonostante la pioggia incessante, infatti i primi 5 giorni ho affrontato un periodo alluvionale che non mi ha rallentato vista la sicurezza che mi ha garantito anche su un terreno scivoloso.
In conclusione la 8bar Mitte è davvero una bici nata per l’avventura, per sporcarsi, per andare veloce senza sacrificare la resistenza e poi è bellissima!

8 bar Mitte

Per maggiori informazioni e acquisto: https://8bar-bikes.com/shop/bikes/mitte-v1-3in1-adventure-comp-new/

  • Testato a Taiwan e Nuova Zelanda

E’ davvero difficile trovare uno zaino buono sia per le uscite in bici che per il trekking, ma con Escapist l’Osprey ha fatto centro. Tenerlo sulle spalle durante una lunga giornata in bici oppure per un trekking tra le montagne la sensazione è la medesima. Si adatta perfettamente alla schiena garantendo comfort sia nella pedalata che durante una lunga camminata. Ho provato lo Zaino nel caldo di Taiwan e nel freddo della Nuova Zelanda senza trovare differenze grazie ad i rilievi in gommapiuma sullo schienale che consentono l’aerazione. Essendo studiato per la bici prevede la presenza di spallacci che permettono di aumentare l’aderenza in caso di discese, tasche con zip per contenere telefono e occhiali da sole, un sistema per attaccare il casco esternamente per risparmiare spazio all’interno, una tasca esterna per l’idratazione e grafiche riflettenti per segnalare la presenza alle auto. Per chi viaggia in bici ma ha bisogno di uno zaino anche per escursioni a piedi Escapist è la scelta perfetta!

Escapist

In base alle esigenze è disponibile in tre misure 18-25-32

Ho testato lo zaino 9 giorni a Taiwan percorrendo 925km in bici e 27 giorni in Nuova Zelanda percorrendo 2300km in bici e 150km a piedi. In questi due viaggi non ho trovato un difetto, essendo ideato per la bici le tasche interne attutiscono gli urti e non ho avuto problemi a trasportare oggetti fragili come la fotocamera. Le tasche sono antigraffio ed in due avventure in cui lo zaino ha preso sole, acqua e fango non ha riportato danni e non ha perso colore. In viaggi del genere in cui una piccola foratura può essere un bel problema, Escapist è una garanzia di affidabilità e versatilità.

Caratteristiche

Per maggiori informazioni e acquisto: Osprey Europe

La Nuova Zelanda oltre che per i panorami mozzafiato è famosa per gli sport estremi ed invenzioni folli come il bungee jumping. Il territorio Neozelandese è eterogeneo ed in pochi km cambia radicalmente, una delle zone più particolari è Rotorua nell’Isola Nord. Qui il paesaggio è un susseguirsi di collinette, è probabilmente osservandole che a due studenti universitari è venuta un’idea geniale quanto folle, rotolare giù dalle colline, ma in una maniera del tutto nuova, in una palla gigante. E dopo vari test inventarono l’attività conosciuta come zorbing e che si è diffusa in tutto il mondo. Il luogo migliore dove provarla resta la Nuova Zelanda, dove gli inventori hanno creato il più grande rolling park al mondo: OGO Rotorua.

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Il parco si sviluppa su una delle particolari colline Neozelandesi ed offre due piste. La prima per gli amanti della velocità dove si può rotolare a più di 45km/h in solitaria o gareggiando con un amico. La seconda prevede un percorso tortuoso con diverse curve, riconosciuta come la pista per Zorbing più lunga al mondo anche questa può essere affrontata in solitaria o con un amico, ma in questo cosa entrambi nella stessa palla.

OGO è una tappa fondamentale nel viaggio in Nuova Zelanda, il motivo? E’ divertentissimo, bastano pochi secondi per iniziare a ridere e piace a tutti: bambini, ragazzi ed adulti.
Personalmente quando l’ho provato pioveva ed ero tentato di perdermi questa esperienza, ma quando ho visto i sorrisi delle persone che lo avevano appena provato ho voluto capire cosa avesse di tanto speciale. Cosi mi sono preparato indossando il costume da bagno (dato che all’interno della palla c’è un po d’acqua) ed un furgoncino mi è venuto a prendere portandomi fino in cima alla collina. Qui ho aspettato il mio turno in una vasca con acqua riscaldata fino a quando non mi sono tuffato nella palla gigante. Ho provato entrambe le piste ed è stato veramente divertente, è un concetto semplice ma ti fa divertire, cavoli se ti fa divertire: